Mercoledí 20 Settembre 2017
 
 

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Gioco d'azzardo problematico e patologico

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Assessment iniziale



gioco d'azzardo
Il processo diagnostico prevede che si debbano prendere in considerazione una serie di aree di valutazione, utilizzando anche strumenti standard per l’inquadramento diagnostico, la stadiazione in gioco problematico o patologico e la valutazione dello stadio del cambiamento.

  1. La prima area di valutazione è quella dello stato di salute e delle caratteristiche del paziente, prendendo in considerazione il sesso, l’età e tutto ciò che può comportare un diverso rischio di espressione per il gioco d’azzardo patologico. Un’anamnesi medica e psicologica risulta importante per valutare l’esistenza di eventuali problematiche di base che potrebbero complicare ulteriormente il quadro comportamentale.

  2. La seconda area di valutazione riguarda l’analisi dei fattori di vulnerabilità e di resilienza (vedi schema precedente) e la ricostruzione della storia pregressa di gioco d’azzardo (inizio ed evoluzione) del paziente relativamente all’età di inizio e alle modalità con cui si è svolto ed è progredito il percorso da gioco ricreativo, a gioco problematico, a gioco patologico. Risulta fondamentale in questa fase focalizzare bene anche la presenza di eventuale famigliarità verso questa patologia e/o patologie psichiatriche o uso di sostanze. Importante è anche valutare l’esistenza di pregressi periodi di astinenza, la loro durata e la motivazione reale, valutandone anche la correlazione con la situazione finanziaria del giocatore (Goudriaan 2004).

  3. gioco d'azzardo 2
  4. La terza area è quella della valutazione del comportamento attuale di gioco al fine di determinare esattamente l’indice di gravità, partendo dall’oggettivazione della frequenza di gioco, dal grado di compulsività, dalla tipologia dei giochi utilizzati, dal volume di spesa mensile dedicato al gioco, dal grado di focalizzazione cognitiva comportamentale che il gioco  d’azzardo crea inibendo altre fonti di gratificazione e socializzazione. Dipende anche dal tempo dedicato giornalmente al gioco e dalla durata di questa situazione patologica per valutarne il grado di cronicizzazione. L’affidarsi al solo parametro della “frequenza” del gioco d’azzardo per diagnosticare la forma patologica sembrerebbe non essere esaustivo. E’ possibile infatti classificare il giocatore come patologico anche quando questo giochi una sola volta al mese (Sharpe 1995). E’ l’insieme dei fattori e delle circostanze che riesce a far distinguere il gioco problematico da quello patologico, sulla base dei criteri del DSM IV. Risulta fondamentale, inoltre, formulare una valutazione sulla stadiazione del paziente, utilizzando strumenti standard, quali possono essere i criteri del DSM IV, il questionario SOGS, compreso il SOGSRA specifico per gli adolescenti, e i criteri ICD10.

  5. Nella quarta area di valutazione andranno indagate le distorsioni cognitive e le credenze irrazionali presenti per poter avere elementi per la successiva terapia cognitivo-comportamentale. E’ importante rilevare anche il grado di rigidità/flessibilità del paziente nel modificare tali convinzioni e quindi la reale possibilità di agire con un modellamento cognitivo su questi aspetti. A tal fine, è possibile utilizzare delle check list o dei questionari standard, quali il GAPS.

  6. La quinta area di valutazione si dovrà dedicare all’individuazione di un eventuale uso contemporaneo di sostanze stupefacenti, alcol e farmaci che sono in grado di incentivare comportamenti di gioco d’azzardo.

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  8. La sesta area di valutazione viene eseguita per quantificare e mettere a fuoco le conseguenze negative attuali per il gioco d’azzardo patologico sia da un punto di vista economico, ma anche dal punto di vista delle relazioni familiari, lavorative, sociali in generale, nonché le eventuali conseguenze legali che potrebbero essersi attivate. In quest’area di valutazione è importante mettere a fuoco lo stato di compromissione socio-familiare anche per considerare la possibilità di valutare queste risorse nella fase di cura e riabilitazione.

  9. La settima valutazione dovrà essere centrata sui fattori e le condizioni scatenanti gli episodi di craving. Questa valutazione risulta importante soprattutto per rendere consapevole il paziente di tali fattori e di come sia possibile, una volta conosciuti, messi a fuoco e compresi nel loro potenziale patogenetico, come possono essere previsti, evitati e gestiti.

  10. L’ottava area di valutazione dovrà indagare la comorbilità psichiatrica, valutando in particolare l’eventuale presenza di disturbi d’ansia, depressione, disturbo bipolare, deficit dell’attenzione/iperattività, disturbi alimentari, schizofrenia, ecc. Importante è anche rilevare ideazioni o segni di rischio suicidario che in questi pazienti non è trascurabile.

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  12. La nona area da indagare è quella delle life e delle social skills che spesso, in questi pazienti, risultano compromesse. E’ utile comprendere e quantificare questo grado di compromissione nonché i meccanismi di coping, di problem analysis e di problem solving che il soggetto utilizza, proprio allo scopo di avere elementi che facciano comprendere meglio quale sia la strategia più adatta da utilizzare per il paziente.

  13. Il processo diagnostico si potrebbe concludere (decima area) con la valutazione delle risorse e dei supporti esistenti utilizzabili per la cura e la riabilitazione, con una stima del grado di competenze, disponibilità e capacità reali e, per quanto riguarda la famiglia, il medico di medicina generale, un eventuale consigliere spirituale e altre figure di supporto presenti nel contesto sociale. In questa fase, è importante focalizzare anche l’eventuale stadio del cambiamento in cui il paziente si trova e quale sia la possibile prognosi in relazione a tutti i fattori che sono stati precedentemente valutati.  


Fig. 12 - Processo diagnostico del gioco d’azzardo: aree di valutazione. Serpelloni G., 2012.

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Bibliografia

  • Breen RB, Zuckerman M, 1999 Trad. Capitanucci D. GAPS: Gambling Attitudes and Beliefs Survey. 2004.
  • Capitanucci D, Carlevaro T. Guida ragionata agli strumenti diagnostici e terapeutici nel disturbo di gioco d’azzardo patologico, “Hans Dubois” editore, 2004.
  • Goudriaan AE,Oosterlaan J,de Beurs E,Van den Brink W, Pathological gambling: a comprehensive review of biobehavioral findings, Neurosci Biobehav Rev. 2004 Apr;28(2):123-41.
  • Sharpe L, Tarrier N, Schotte D, et al: The role of autonomic gambling arousal in problem gambling. Addiction 90: 1529-1540, 1995.