GAMBLING

Gioco d'azzardo problematico e patologico

Logo DPA

Interventi su campagne pubblicitarie



La pubblicità del gioco d’azzardo è quindi in grado di influenzare fortemente le persone vulnerabili a spendere forti somme nel gioco. Al fine di evitare questo tipo di stimolo e prevenire quindi l’inizio di un comportamento di gioco problematico, e successivamente patologico, sulla base della letteratura scientifica evidence based (Pasternak 1999, Ladouceur 1999, Volberg 2000, Mitka 2001, Sibbald 2001, Volberg 2002, Shaffer 2002, Korn 2005, Monaghan 2010, Binde 2005, Friend 2009, McMullan 2009, Derevensky 2010, Fried 2010, McMullan 2010, Livingstone 2011 B, Planinac 2011, Sklar 2010), sono state individuate una serie di azioni che si sono rivelate efficaci nel ridurre il numero di giocatori d’azzardo. Di seguito se ne riportano, in modo sintetico, le specifiche generali.

      gioco d'azzardo
    1. Non incoraggiare il gioco d’azzardo in alcun modo e rappresentare l’astensione dal gioco d’azzardo come un valore positivo.

    2. Ridurre fortemente l’impatto pubblicitario mediatico indiscriminato e incontrollato, evitando la diffusione ambientale generalizzata e il possibile raggiungimento di target inconsapevoli e particolarmente sensibili (effetto protettivo delle fasce giovanili-adolescenziali ed anziane) durante tutte le ore del giorno e della notte.

    3. Non utilizzare o restringere fortemente e regolamentare la pubblicità dei giochi d’azzardo in ambiente esterno (strade, piazze, locali, ecc.) e via mediatica (tv, radio, internet, giornali, ecc.), al pari di quella del fumo di tabacco, evitando di far diventare un valore sociale e di costume i comportamenti d’azzardo. Uno studio australiano ha evidenziato una differenza sulle attitudini di gioco che può essere riferita al sistema normativo. Nel Sud dell’Australia, infatti, il gioco più frequente è la lotteria (36%) mentre nel Nord dell’Australia, dove i prodotti delle lotterie sono legalmente non disponibili, il gioco prevalente è quello delle corse e delle carte private (rispettivamente 32% e 40%)(Delfabbro 2003).

    4. Non utilizzare per la pubblicità, neppure indirettamente, persone minorenni (o apparentemente tali).

    5. Pubblicizzare, attraverso le cifre, e comunque sempre in maniera esplicita ed obbligatoria per tutti i giochi, le reali possibilità di vincita e di perdita (questo ha un effetto cognitivo positivo sulle persone vulnerabili) ed evidenziare inoltre che il gioco d’azzardo è vietato ai minori di 18 anni.

    6. Vietare e sanzionare la pubblicità ingannevole e non veritiera (diretta o indiretta) relativamente alle probabilità di vincita (effetto deterrente) e che può costituire una facile soluzione ai problemi quotidiani di vita.

    7. gioco d'azzardo 2
    8. Evidenziare contestualmente che il gioco d’azzardo può comportare dei rischi per la salute e la socialità della persona e della sua famiglia.

    9. Permettere ai locali pubblici una forma pubblicitaria semplice e scevra da slogan o immagini che possano incentivare, direttamente o indirettamente, il gioco d’azzardo. Anche la pubblicità interna alle sale da gioco deve rispettare il criterio della veridicità e non essere ingannevole sull’effettiva probabilità di vincita.

    10. Per promuovere il gioco d’azzardo, non utilizzare testimonial “famosi, autorevoli ed accreditati” presso il grande pubblico per le loro attività artistiche o sportive. Questa forma di pubblicità risulta particolarmente attrattiva per le persone vulnerabili e soprattutto per i giovani.

    11. Non permettere il posizionamento di distributori automatici non controllabili sul territorio di riferimento (l’accesso dei minorenni a lotterie del tipo gratta e vinci deve essere verificabile).

    12. Definire criteri di pubblicizzazione dei locali, escludendo quelli diretti al gioco, evitando l’associazione con messaggi emozionali che, contemporaneamente al gioco d’azzardo, evochino:
      - sesso
      - consumo di alcol o tabacco
      - “vacanze perenni” grazie alle vincite
      - “futuro migliore/felicità alla portata” con una semplice giocata
      - rivincite sociali e personali tramite la vincita al gioco
      - soluzioni di problemi economici, famigliari, ecc. (es. estinzione del mutuo della casa, tramite il gioco d’azzardo
      - emulazione di personaggi famosi e ricchi che sostengono il gioco d’azzardo
      - successo e credito sociale tramite il gioco d’azzardo

    13. gioco d'azzardo
    14. Nelle varie pubblicità è necessario che si dichiari sempre che il gioco d’azzardo può creare dipendenza e generare effetti collaterali (al pari di quanto dichiarato per i farmaci) sulle condizioni di salute mentale, fisica e sociale (depressione, stress, ipertensione, debiti, insuccessi, problemi legali, perdita della credibilità personale, conflitti famigliari, ecc.).

    15. Aumentare i prezzi per la partecipazione al gioco d’azzardo, evitando di porre vincite di basso valore monetario (es. gratta e vinci) ma molto diffuse e probabili (incentivi impropri a continuare a giocare) per tentare vincite maggiori ma molto più improbabili. è provato che la partecipazione a basso costo (Delfabbro 2003) fa aumentare l’accessibilità al gioco d’azzardo soprattutto per i giovani.


Bibliografia

  • Binde P. Gambling, exchange systems, and moralities. J Gambl Stud. 2005 Winter;21(4):445-79.
  • Delfabbro, P., & L. Thrupp. (2003) “The social determinants of youth gambling in South Australian adolescents”. Journal of Adolescence 26(3):313-330.
  • Derevensky JL, Shek DT, Merrick J. Adolescent gambling. Int J Adolesc Med Health. 2010 Jan-Mar;22(1):1-2.
  • Friend A, DeFries JC, Olson RK, Pennington B, Harlaar N, Byrne B, Samuelsson S, Willcutt EG, Wadsworth SJ, Corley R, Keenan JM. Heritability of high reading ability and its interaction with parental education. Behav Genet. 2009 Jul;39(4):427-36. Epub 2009 Mar 19.
  • Korn D, Gibbins R, Azmier J. Framing public policy towards a public health paradigm for gambling. J Gambl Stud. 2003 Summer;19(2):235-56.
  • Ladoucer R., Jacques C., Ferland F. et al. Prevalence of problem gambling a replication study 7 years later. Can J Psychiatry 44: 802-804, 1999.
  • Livingstone C, Adams PJ. Harm promotion: observations on the symbiosis between government and private industries in Australasia for the development of highly accessible gambling markets. Addiction. 2011 Jan; vol. 106(1) pp. 3-8.
  • McMullan JL, Miller D. Wins, winning and winners: the commercial advertising of lottery gambling. J Gambl Stud. 2009 Sep;25(3):273-95. Epub 2009 Feb 25.
  • Mitka M. Win or lose, Internet gambling stakes are high. Jama 285: 1005-2001.
  • Monaghan S, Blaszczynski A. Electronic gaming machine warning messages: information versus self-evaluation. J Psychol. 2010 Jan-Feb;144(1):83-96.
  • PasternaK AV, Fleming MF. Prevalence of gambling disorders in a primary care setting. Arch. Fam. Med. 8: 515-520, 1999.
  • Planinac LC, Cohen JE, Reynolds J, Robinson DJ, Lavack A, Korn D. Lottery promotions at the point-of-sale in Ontario, Canada. J Gambl Stud. 2011 Jun;27(2):345-54.
  • Shaffer HJ, LaBrie RA, LaPlante DA. et al. The Iowa Department of Public Health gambling treatment services: For years of evidence (Technical report n. 101102-200). Boston, MA, Harvard Medical School, 2002
  • Sibbald B. Casinos bring ill fortune, psychiatrists warn. CMAJ 164: 388, 2001.
  • Sklar A, Gupta R, Derevensky J. Binge gambling behaviors reported by youth in a residential drug treatment setting: a qualitative investigation. Int J Adolesc Med Health. 2010 Jan-Mar;22(1):153-62.
  • Volberg RA. Gambling and problem gambling among adolescent in Nevada Department of Human Resources 2001. Available at: http://www.geminiresearch.com, accessed May 13, 2002.
  • Volberg RA. The future of gambling in the United Kingdom. BMJ. 2000 Jun 10;320(7249):1556.