Domenica 28 Maggio 2017
 
 

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Gioco d'azzardo problematico e patologico

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Strutture e sistemi cerebrali



Per comprendere correttamente il fenomeno del gioco d’azzardo patologico è fondamentale affrontare e chiarire le basi neurofisiologiche di questa malattia, capirne le cause e la patogenesi. Il comportamento compulsivo rilevabile nel gioco d’azzardo patologico, quindi in uno stato di dipendenza, è una malattia che ha basi neurofisiopatologiche ormai abbastanza ben definite, che colpisce persone particolarmente vulnerabili, che presentano cioè fattori di rischio individuali amplificati e slatentizzati da fattori socio-ambientali, accompagnata da importanti modificazioni in sistemi cerebrali quali la corteccia prefrontale (responsabile del controllo dei comportamenti volontari), il nucleo accumbens - sistema della gratificazione, il sistema degli oppiodi endogeni (implicato nella regolazione dell’ansia) e l’amigdala estesa (importante drive dei comportamenti aggressivi e delle sensazioni legate alla paura).

Fig. 13 - Sistema neuropsicologico: un bilanciamento tra l’attività del drive e del controller. Serpelloni, 2012.

fig 99

I comportamenti compulsivi in generale, ed il gioco d’azzardo patologico in particolare, possono essere considerati conseguenza di una carente capacità di autoregolazione (Goudriaan 2004), che può essere causata da anomalie cerebrali di natura strutturale e/o funzionale, che coinvolgono principalmente la corteccia prefrontale ed i circuiti subcorticali che proiettano alla corteccia stessa (Jentsch 1999, Rogers 2001), aree queste molto rilevanti nell’esercizio delle funzioni esecutive (Goldstein 2002).

fig 2
L’alterazione delle capacità esecutive e dell’autoregolazione (o autocontrollo) possono dipendere sia da fattori congeniti ereditari (Sher 1994, Wiers 1998), sia da fattori esterni quali l’effetto dell’uso di droghe o di alcol sulle strutture cerebrali. Vi sono varie strutture e sistemi neurologici che vengono variamente implicate con funzioni diverse nel gioco d’azzardo patologico. La corteccia prefrontale, in particolare la corteccia prefrontale ventromediale (vmPFC) e la corteccia orbitofrontale (OFC) ed il sistema serotoninergico svolgono una funzione di controller delle reazioni agli impulsi di gioco e del controllo volontario dei comportamenti. Il controller esercita la sua attività regolatoria ed inibitoria soprattutto sul drive emotivo ed è sede delle funzioni di decision making (problem analysis e problem solving) e delle funzioni di coping, molto importanti nell’affrontare e risolvere i problemi.

L’amigdala, l’insula e il sistema noradrenergico svolgono una funzione di “drive” emozionale molto importante sia per quanto riguarda l’impulsività sia per l’istintività. Questi due macro-sistemi funzionali vengono influenzati dal sistema di reward (ricompensa) le cui strutture più importanti coinvolte sono il nucleo accumbens e l’area ventrotegmentale (sistemi dopaminergici). In tali processi sono implicati anche i sistemi degli endocannabinoidi, degli oppiodi endogeni e del gaba, che sono particolarmente importanti nella risposta allo stress e nella regolazione dell’ansia, della depressione, della noia, dell’aggressività e dell’euforia.  Questo gruppo di sistemi viene anche definito in maniera semplicistica ma evocativa feel good systems e regolano l’effetto di ricompensa immediata e il “post effetto” di ricordo nel medio-termine.



Bibliografia

  • Goldstein RZ, Volkow ND (2002). Drug addiction and its underlying neurobiological basis: neuroimaging evidence for the involvement of the frontal cortex. Am J Psychiatry 159: 1642–1652.
  • Goudriaan AE,Oosterlaan J,de Beurs E,Van den Brink W, Pathological gambling: a comprehensive review of biobehavioral findings, Neurosci Biobehav Rev. 2004 Apr;28(2):123-41.
  • Jentsch JD, Taylor JR (1999) Impulsivity resulting from frontostriatal dysfunction in drug abuse: implications for the control of behavior by reward-related stimuli. Psychopharmacology